Anatocismo e usura - Studio Kipling

Anatocismo e usura

L’anatocismo, ossia la trasformazione dell’interesse in capitale, costituisce una componente di costo connessa all’erogazione del credito, giacché da essa il creditore trae una remunerazione, peraltro occulta.
Ed invero il debitore non può rendersi conto effettivamente di quanto corrisponde a titolo di interesse sugli interessi, poiché tale componente di costo non è esplicitata in alcun modo negli estratti conto e più in generale nella documentazione contabile fornita dalla banca stessa.
L’anatocismo costituisce anche un efficace artificio mediante il quale viene accresciuto il credito e quindi artatamente aumentata l’esposizione debitoria.
Va da sé quindi che pur in presenza di tassi nominali pienamente leciti, e cioè nei limiti del tasso soglia usura, vengono addebitati interessi eccedenti i limiti di legge e sicuramente non dovuti. Inoltre, tali interessi trasformandosi periodicamente in capitale concorrono a creare un debito, che a ben guardare è irreale.
In buona sostanza, “l’anatocismo è uno degli espedienti più raffinati per consumare l’usura, un espediente particolarmente pericoloso per il debitore, che spesso non si rende conto delle conseguenze disastrose a cui si espone” (cfr M. Ronco e S. Ardizzone, Commento al Codice Penale, UTET, 2007, pp. 2942 -8).

Dott. Francesco Leo
Kipling s.a.s.



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