Cos’è l’anatocismo bancario?

L’anatocismo è la pratica attraverso la quale gli interessi vengono sommati al capitale, il risultato di tale sommatoria diviene la base di calcolo per i nuovi interessi. Nell’anatocismo bancario il fenomeno non riguarda solo gli interessi, ma anche le Commissioni di Massimo Scoperto, le commissioni sugli affidamenti comunque denominate, e tutti gli oneri connessi all’erogazione del credito.

L’anatocismo si realizza nell’ambito di operazioni pecuniarie di qualsiasi tipo, operazioni di prestito / finanziamento, dove la capitalizzazione degli interessi costituisce un meccanismo illecito atto a massimizzare i profitti del creditore a esclusivo danno del debitore.
Mediante la trasformazione dell’interesse in capitale aumenta l’esposizione debitoria e conseguentemente gli interessi le CMS e gli oneri da questa generati.

L’anatocismo è il terreno sul quale si consuma un fenomeno ben più grave: l’usura, esponendo il debitore a un pericolo imminente, perché non comprende appieno le conseguenze disastrose cui va incontro (cfr. M. Ronco e S. Ardizzone, Commento al Codice Penale, UTET, 2007, pp. 2942 -8).

Capitalizzazione trimestrale degli interessi addebitati

Perché l’anatocismo è vietato?

Utilizzato agli inizi dagli usurai, con modalità diverse e sempre più particolari, il fenomeno dell’anatocismo è divenuto una pratica ordinaria da parte delle banche, nonostante il divieto di legge posto dall’art. 1283 cc.

Tale divieto è derogato dall’art. 120 TUB, che nel corso del tempo è stato oggetto di diverse modifiche, le più importanti nel 2016 (vedi: Obbligatorio autorizzare la banca all’addebito degli interessi?).

Ciò nonostante, nei casi in cui non sono rispettati i parametri previsti dalla legge, le deroghe al divieto di anatocismo, non sono operanti neppure dopo il 2000. A tale proposito il Tribunale di Brindisi ha chiarito che le banche in quanto operatori professionali, sono consapevoli della illegittimità della capitalizzazione periodica, atteso il consolidamento del principio di illiceità della capitalizzazione trimestrale dal 1999. Pertanto le clausole anatocistiche, o l’addebito di interessi anatocistici comporta “malafede” attesa la consapevolezza dell’istituto di credito di non attenersi ai canoni di legge.

La Suprema Corte di Cassazione ha diffusamente e ripetutamente chiarito che la natura negoziale e non normativa dell’uso di capitalizzare gli interessi non è idonea a legittimarlo.

Tuttavia tanto non è bastato a debellare l’anatocismo presso le banche. Per tale motivo, allo scopo di prevenire e reprimere comportamenti usurai, il legislatore del 1996 con la L. 108/96 (e successive modifiche) ha inteso porre dei limiti oggettivi alla misura massima dei costi e degli oneri che possono essere addebitati nell’ambito di operazioni di prestito/finanziamento.

Quali sono gli effetti dell’anatocismo?

L’anatocismo è la causa principale di:

  • Aumento dell’esposizione debitoria e dei saldi a debito del correntista;
  • Incremento delle C.M.S. (commissioni di massimo scoperto)
  • Applicazione tassi entro ed oltre fido

A riprova di tanto vi è il fatto che l’analisi dei saldi in linea capitale – pertanto al netto della capitalizzazione periodica – rivela che l’esposizione debitoria tempo per tempo è destinata a ridursi considerevolmente, se non a scomparire.

Forniamo un esempio nella seguente tabella:

Anatocismo, un esempio pratico
in cui si vede come l’anatocismo, derivante dalla capitalizzazione degli interessi tempo per tempo addebitati, sia la principale causa dell’aumento dell’esposizione debitoria, e conseguentemente dell’incremento dei costi (interessi, commissioni di massimo scoperto, spese ed altri oneri).

Ciò incide notevolmente sui tassi effettivi applicati tempo per tempo.

Si può notare come dal tasso del 10% inizialmente applicato sul capitale originario di 10.000 euro, dopo 8 trimestri si arrivi a corrispondere un tasso effettivo dell’11,86%.

Ma c’è di più. Il progressivo e graduale aumento dell’esposizione debitoria dovuto all’anatocismo è un moltiplicatore di costo anche per le Commissioni di Massimo Scoperto e di ogni altro onere connesso all’erogazione del credito.

L’incremento dell’esposizione debitoria, dovuto all’anatocismo, provoca l’aumento delle Commissioni di Massimo Scoperto, nonché l’addebito di interessi oltre fido (se esso è superato) e l’applicazione di spese ed oneri dovuti per l’eventuale sconfinamento.

Alla luce di tanto il legislatore con l’art. 1283 cc ha inteso garantire la posizione del debitore da ogni forma di abuso.

L’anatocismo nei rapporti a rimborso rateale

L’anatocismo è praticato non solo nei rapporti regolati in conto corrente, ma anche nei rapporti a rimborso rateale quale il mutuo.

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Sentenze sull’anatocismo bancario

Nonostante l’anatocismo bancario sia il linea generale vietato dall’art. 1283 del Codice Civile, continua ad essere praticato indiscriminatamente, sfruttando, anche in assenza dei presupposti di legge, alcune deroghe previste dalla Legge.
Per tale ragione, i Tribunali Italiani continuano ancora oggi a sanzionare molti istituti di credito infliggendo pesanti condanne.

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