Carta di Credito Revolving Kipling 90

Carta di Credito Revolving

CARTA DI CREDITO REVOLVING:

La CARTA REVOLVING è una comune carta di credito finalizzata all’acquisto di beni di consumo. A differenza della carta di credito che utilizza denaro di proprietà del titolare, la CARTA REVOLVING utilizza denaro di esclusiva proprietà dell’ente finanziatore. In pratica è una carta di credito che permette di godere fino alla scadenza o tempo indeterminato di una determinata somma di denaro di proprietà dell’ente. L’importo concesso in utilizzo si sostanzia di fatto in un vero e proprio finanziamento le cui modalità di rimborso sono concordate tra le parti al momento della sottoscrizione del contratto. Il finanziamento è naturalmente concesso a titolo oneroso e la somma presa in prestito viene restituita nel tempo con versamenti, secondo le modalità ed i tempi concordati tra le parti.
Limitatamente alle somme utilizzate nel periodo di riferimento, mese, bimestre, trimestre ecc. l’ente addebita le spese, determina gli interessi e ne effettua la loro capitalizzazione.
Mediante la CARTA REVOLVING si pone in essere un vero e proprio rapporto di finanziamento a rimborso rateale, giacché il capitale attinto dal cliente viene rimborsato al creditore con versamenti costanti di importo minimo prestabilito.
Tuttavia, poiché il rapporto è regolato mediante scritturazione in conto corrente, gli interessi, spese e competenze, confluiscono nel saldo del conto venendo “capitalizzati”. Tanto da luogo ad un incremento dell’esposizione debitoria del cliente, e poiché i versamenti periodici sono volti alla restituzione del capitale, degli interessi, delle spese e delle competenze calcolate, laddove la rata di rimborso sia molto contenuta, può non coprire i capitali erogati, ma essere sufficiente unicamente a ripianare l’esposizione per interessi e competenze.
In tale maniera si assiste ad un’autoalimentazione dell’esposizione debitoria che assume un andamento progressivamente crescente.
Tale meccanismo contribuisce in maniera significativa all’aumento del costo del denaro (TEG) che, evidentemente non può essere espresso semplicemente dai tassi nominali indicati in estratto conto, i quali non contemplano il fenomeno qui descritto. Infatti, come erroneamente si è portati a credere, il costo effettivo globale del finanziamento/CARTA REVOLVING espresso in percentuale annua non è il tasso indicato in contratto o negli estratti conto, bensì il tasso che scaturisce determinando l’effettiva quantità di denaro di esclusiva proprietà dell’ente goduta dal titolare della carta rapportata a tutti i costi effettivamente sostenuti.
Il legislatore nel marzo 1996 con la L. 108/96 ha introdotto il reato di usura c.d. “oggettiva” fissando così il momento in cui il tasso applicato ad una determinata tipologia di finanziamento è da ritenersi oggettivamente usuraio. A tale proposito occorre considerare che alla luce dell’art. 1 L.108/96 “per la determinazione del tasso usuraio si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito” dunque ai fini della determinazione del TEG rilevano tutti gli oneri, soprattutto quelli occulti, connessi all’erogazione del credito.
Naturalmente, per effettuare un calcolo che stabilisca in maniera affidabile quale sia il tasso effettivo (TEG) applicato al finanziamento/CARTA REVOLVING, è fondamentale disporre di idonea procedura informatica concepita appositamente per tale tipologia di calcolo.

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