Contestazione della consulenza tecnica d’Ufficio: il Giudice solleva il CTU e ordina la rielaborazione della perizia.

Un’ottima perizia di parte è certamente il migliore punto di partenza per affrontare un giudizio in materia di anatocismo ed usura bancaria. Tuttavia la consulenza, intesa quale accurata analisi di tutte le questioni tecniche, è l’elemento decisivo per il conseguimento dei risultati.
Per questo, è successo che il Tribunale di Ascoli Piceno abbia sollevato dall’incarico il consulente tecnico ed abbia ordinato la ripetizione delle indagini con un nuovo CTU.

È il 2 febbraio 2015 quando la società correntista cita in giudizio la banca richiedendo la restituzione di oltre 400mila euro .

Mediante la perizia contabile posta in essere con i nostri software certificati, la Kipling, nella persona del Dott. Leo, accerta che dal primo trimestre 1996 al primo trimestre 2013 sono stati addebitati interessi anatocistici, interessi calcolati con illegittimi tassi ultralegali, interessi usurari, illegittime CMS e commissioni sull’affidamento, spese non dovute ed altri oneri.

È il 4 novembre 2016 quando il Consulente Tecnico d’Ufficio viene incaricato dal Tribunale.
In tale sede il CTU riconosce in capo alla società un credito di euro 4.536,55 oppure, in ipotesi migliorativa, euro 10.533,02.
La differenza tra quanto prospettato nella CTP della Kipling e quanto accertato dalla CTU del Tribunale è eclatante. Pertanto, dopo un attento studio della perizia d’Ufficio, il Dott. Leo riscontra gravi e grossolani errori di metodo e di calcolo, che l’Avv. Emilio De Stefano porta all’attenzione del Giudice in maniera puntuale.

Il consulente tecnico d’Ufficio, interpellato dal Giudice, lamenta il carattere “offensivo della professionalità” delle osservazioni tecniche a firma del Dott. Leo ribadendo la correttezza del proprio elaborato e confermandone i risultati.
Gli elementi di contestazione portati all’attenzione del Giudice sono tali da indurlo a riconsiderare tutta l’istruttoria della causa.

Il 12 gennaio 2018 viene pronunciata l’ordinanza in commento fondata sul presupposto che la consulenza tecnica d’Ufficio considera dati “privi di riscontro oggettivo” attese alcune carenze documentali.
Il Giudice rileva inoltre che nella consulenza “sussistono errori nel calcolo delle competenze” e “non è stata posta in essere alcuna ricostruzione contabile dei saldi”. È così che il consulente del Tribunale, giudicato incapace di espletare l’incarico, viene sostituito con altro esperto contabile al quale viene richiesto di sviluppare una nuova perizia.

La vicenda dimostra che la capacità di offrire un’eccellente assistenza tecnica in tutte le fasi del giudizio è essenziale per ottenere i numerosi successi conseguiti nella nostra lunga storia.
 
 
Kipling Revisione Bancaria
 

 

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