Revisione Bancaria, anatocismo ed usura - Kipling 90

Kipling Revisione Bancaria – Analisi Anatocismo e Usura

Software di calcolo certificato Riteg Bank Web©

La procedura informatica RITEG BANK WEB©, registro S.I.A.E. Prog. N. 010506, Ordin. N. D009625, ha conseguito la certificazione N. 0000222 27/01/2016 dall’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del CNR di Pisa. Tale software unico in Italia ad aver conseguito la certificazione del CNR è utile alla verifica dell’usura bancaria su conti correnti e aperture di credito, ai legittimi accertamenti in materia di anatocismo e rielaborazione contabile del saldo, nonché alla corretta individuazione delle rimesse solutorie/ripristinatorie ai fini della decorrenza della prescrizione.

Usura Bancaria

L’usura bancaria si verifica ogni qual volta un istituto di credito o un intermediario finanziario applichi tassi effettivi eccedenti le soglie di usura.
Per tasso effettivo (TEG) si intende il tasso che concretamente la banca abbia addebitato al proprio cliente nel momento in cui ha proceduto all’addebito degli interessi. Esso non coincide con il tasso nominale (TAN) per il fatto che nel tasso effettivo sono comprese tutte le componenti di costo “commissioni” e “remunerazioni” connesse all’erogazione del credito. Tra esse vi sono costi “occulti”, cioè costi che non è possibile vedere immediatamente, in quanto ricavabili soltanto mediante complesse operazioni di calcolo che servono a disvelare eventuali meccanismi utilizzati dal creditore per occultare tali remunerazioni e contenere nei limiti di legge il tasso nominale.
Le soglie di usura sono stabilite trimestralmente con Decreto Ministeriale, i limiti indicati nei decreti costituiscono la soglia, che non può essere in alcun modo maggiorata di ulteriori componenti. Tanto perché le soglie di usura sono determinate con legge (L.108/96 e D.L.70/2011).
L’usura si dice “oggettiva” per il fatto che la presenza di limiti di legge (tasso soglia) rende oggettivo il superamento laddove si verifica, dunque non lascia adito a dubbio alla discrezionalità dell’interprete (Giudice).
L’usura si dice “soggettiva” con riferimento alle fattispecie antecedenti la L. 108/96, per cui il qualificare un certo tasso come usuraio o meno dipende esclusivamente dal discrezionale convincimento “soggettivo” del tribunale.

Anatocismo

L’anatocismo si realizza ogni qual volta gli interessi calcolati dal creditore vengono sommati al capitale (capitalizzati) e divengono produttivi di nuovi ed ulteriori interessi.
Tale operazione di capitalizzazione degli interessi è vietata dall’art. 1283 cc, poiché mediante la capitalizzazione si accresce artificiosamente l’esposizione debitoria. In sostanza il debitore vede crescere il proprio debito senza aver effettuato alcun ulteriore prelievo di capitali.
Tale prassi è vietata perché diviene lo strumento mediante il quale viene perpetrata l’usura. Ciò nonostante la legge ha ammesso a certe condizioni l’anatocismo, mediante una deroga al divieto di cui all’art. 1283 cc.
Tale deroga è stabilita dall’art. 120 TUB attuato mediante la deliberazione CICR del 1 luglio 2000.
Tale disciplina ammette l’anatocismo a patto che gli interessi siano capitalizzati in condizione di reciprocità, dunque sia in dare che in avere.
Ad ogni modo non sempre l’anatocismo è legittimo dopo il 2000, atteso che si deve acclarare mediante un dettagliato accertamento contabile se si siano verificate o meno le condizioni di legge per derogare al divieto di cui all’art. 1283 cc.

Decreto ingiuntivo

Il Decreto Ingiuntivo è il provvedimento emesso dal Tribunale che ordina al debitore di pagare al creditore la somma indicata nel decreto immediatamente.
Se “provvisoriamente esecutivo” il Decreto costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni immobili del debitore. Di norma l’ipoteca è iscritta immediatamente dal creditore che abbia interesse. Le banche e gli intermediari finanziari godono di una disciplina di particolare favore che velocizza i tempi per l’ottenimento del decreto. L’art. 50 TUB consente infatti ai predetti soggetti di ottenere l’ingiunzione di pagamento in base ad un estratto conto il cui saldo sia certificato da un dirigente dell’istituto di credito che certifichi che il credito è “vero e liquido”.
Avverso il Decreto può essere proposta opposizione entro e non oltre 40 giorni dalla notifica (ricevimento) dello stesso. Laddove si proponga l’opposizione si apre un procedimento di cognizione ordinaria che offre la possibilità al debitore di proporre tutte le contestazioni (anatocismo, usura, ecc.) riscontrabili all’esito di una consulenza tecnica di parte. Invece, ove non si proponga alcuna opposizione nel termine predetto, il decreto diviene “giudicato” con la conseguenza che diviene impossibile per il debitore far valere le proprie eventuali ragioni.

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