
Alcune tipologie di rapporti bancari pongono il problema di quale categoria di tassi soglia Usura si debbano utilizzare per raffrontare il TEG contrattuale e verificare l’eventuale eccedenza del tasso effettivo rispetto al tasso soglia.
Il problema è molto comune con riferimento alle aperture di credito (c.d. affidamento) ipotecarie e può riguardare le operazioni di finanziamento a stato di avanzamento lavori.
La Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi in materia, ha stabilito il seguente principio di diritto:
“In tema di interessi usurari, in caso di dubbio circa la riconducibilità dell’operazione all’una o all’altra delle categorie, identificate con decreto ministeriale, cui si riferisce la rilevazione dei tassi effettivi globali medi, si devono individuare i profili di omogeneità che l’operazione stessa presenti rispetto alle diverse tipologie prese in considerazione dai detti decreti, attribuendo rilievo ai parametri normativi individuati dall’art. 2, comma 2, L n. 108/1996 e apprezzando, in particolare, quelli, tra essi, che, sul piano logico, meglio connotino il finanziamento preso in esame ai fini della sua inclusione nell’una o nell’altra classe di operazioni; in conseguenza, tenuto conto dei rischi e della garanzia prestata, deve ritenersi che il tasso soglia fissato per il finanziamento a stato di avanzamento assistito da ipoteca sia quello previsto ratione temporis per i mutui con garanzia reale”.
(Cassazzione Civile Sent. Sez. 1 Num. 22380 Anno 2019)
Dott. Francesco Leo