La sentenza in esame conferma alcuni principi di diritto che devono essere posti a fondamento delle azioni nei confronti degli istituti di credito:

– in primo luogo si statuisce che il valore probatorio dell’estratto di saldaconto è limitato al procedimento monitorio, mentre nel successivo procedimento a cognizione piena introdotto con l’opposizione a decreto ingiuntivo siffatto documento può assumere rilievo solo come elemento indiziario, la cui portata è liberamente apprezzata dal giudice nel contesto di altri elementi egualmente significativi. Il che sta a significare che il difensore del soggetto ingiunto/opponente dovrà svolgere una attività completa e minuziosa di contestazione in sede processuale, assistita da relazioni tecniche di parte effettuate con estrema professionalità da società competenti in materia di revisione bancaria;

– in secondo luogo il Giudice ha ribadito anche il principio che è onere della banca produrre, ai fini della corretta determinazione del credito di cui ha chiesto il pagamento, tutti gli estratti conto e i riassunti scalari relativi ai rapporti di conto corrente posti a fondamento della pretesa creditoria, dall’apertura di ciascun conto fino al passaggio in sofferenza, in modo da consentire la ricostruzione contabile di tutte le movimentazioni e delle competenze applicate. Il che sta a significare che alla fattispecie in esame si applichi il principio che nell’opposizione a decreto ingiuntivo l’opposto è attore in senso sostanziale e deve provare la effettività della pretesa posta a fondamento dell’azione monitoria. Il saldaconto, in definitiva, non è una prova del credito;

– in terzo luogo è stato affermato e ribadito l’importante principio secondo cui il tenore letterale dell’art. 198 c.p.c. stabilisce come l’acquisizione di nuovi documenti necessiti dell’ulteriore e preventivo consenso espresso di tutte le parti e non anche che gli stessi possano essere acquisiti salvo il dissenso espresso da una delle parti. Del resto la disposizione in esame deve essere interpretata restrittivamente, in quanto la stessa ha portata eccezionale rispetto alla regola generale sulle decadenze istruttorie.

 

L’interpretazione del Tribunale di Roma aiuta senz’altro a comprendere la necessità che il difensore appresti un’ottima difesa tecnica sorretta da un’ineccepibile perizia tecnica. Solo in questo modo il diritto e la giurisprudenza possono soccorrere.

Avv. Fabrizio Bruni

Kipling Revisione Bancaria

 

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